Cianfrusaglie al Castello di Copertino?

17.05.2026

L'Aggressione al Monumento

L'arco a sesto acuto, uno degli elementi architettonici più nobili del castello, viene qui ridotto a un mero sfondo sembra per un mercatino dell'usato. L'allestimento non dialoga con la pietra, ma la occulta dietro una selva di scale di legno, pannelli di cartone e cornici spaiate.

I Punti Critici:Caos Visivo: L'accumulo di oggetti (scale, telai, piccoli quadri, installazioni colorate) crea un rumore visivo che impedisce di godere della spazialità della sala. Non c'è un centro focale, solo un "horror vacui" che confonde il visitatore.
Materiali Incoerenti: L'accostamento tra la solennità della pietra secolare e la precarietà di supporti che sembrano di recupero (legno grezzo, cartongesso non rifinito) svilisce l'opera d'arte stessa, facendola apparire, appunto, come materiale di scarto.
Illuminazione Piatta: La luce diffusa non valorizza né le texture del castello né i dettagli delle opere, uniformando tutto in un grigiore che accentua la sensazione di trascuratezza.
Tra Esposizione e Disordine

C'è una linea sottile tra l'installazione d'avanguardia e il disordine casuale. In questo angolo, quella linea è stata ampiamente superata.

"Esporre non significa semplicemente appoggiare oggetti alle pareti, ma costruire un racconto."
Qui il racconto è assente. Le opere sembrano abbandonate in un deposito temporaneo piuttosto che offerte alla contemplazione. Il risultato è un'estetica della "spazzatura in mostra", dove il valore del pezzo singolo viene annullato dalla sciatteria del contesto.
ConclusioneIl Castello di Copertino è un gioiello del Salento. Trattare i suoi interni come un magazzino per allestimenti amatoriali o privi di curatela professionale è un peccato capitale contro il patrimonio.
Un approccio minimalista, che lasciasse respirare la pietra e utilizzasse supporti invisibili o tecnologicamente avanzati, avrebbe ridato dignità sia all'architettura che all'arte esposta. Al momento, ciò che resta è solo l'impressione di un'occasione sprecata e di un angolo di bellezza soffocato dal superfluo.
Chiunque si avvicini crede e pensa che non sia arte. Però a volte il cervello grida ma non si ha il coraggio di dire con sincerità la propria. Artista per caso o convinto di fare arte per caso...
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